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    Domande...

    Anni fa, nelle mie peregrinazioni quotidiane attraverso le metropolitane milanesi, mi aveva colpito una pubblicità, una di quelle proiettate in continuazione sugli schermi sparsi qua e là nei punti di attesa… In effetti non ne ricordo lo scopo, ma si apriva con una domanda: “Tu chi sei?”... E’ una domanda che vince l’indifferenza, la frenesia delle quotidiane corse e ti costringe a pensare, a cercare risposte, a trovare un senso a quello che fai… Ed era bello trovarla ad aspettarti, giorno dopo giorno, a provocarti,  proprio nel luogo in cui trionfava l’automatismo di gesti e percorsi… Così, ecco, di fronte a una notizia che torna d’attualità in questi giorni, il mio pensiero torna a quella domanda… Quanto sarebbe più utile, più di tante sterili campagne ideologiche, serve del pregiudizio, una domanda: “Dio esiste?”… Una domanda a cui trovare una risposta, giorno dopo giorno, in sé e nel confronto con gli altri; una domanda che vinca la superficialità dei luoghi comuni e l’indifferenza, l’estraneità a se stessi in cui molti, troppi, ancora vivono…


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    Faccia-libro

    Mesi fa non sapevo cosa fosse Facebook. Me ne hanno parlato prima il marito, poi un amico… non mi entusiasmava. Voglio dire, non tutti desiderano ritrovare ed essere ritrovati… Mi sentivo esposta… alla fine, comunque, ho ceduto.

    Sono arrivate le prime piacevoli sorprese: essere cercata e ritrovata, ma soprattutto “ritrovare”, nel vero senso della parola, nel senso di “dare un’altra possibilità” a persone che erano rimaste legate a ricordi magari non del tutto piacevoli, riscoprirle adulte e ritrovare quegli aspetti che ce le avevano rese, malgrado tutto, amiche… Ecco, questa è l’opportunità che offre facebook: rimpiazzare i ricordi negativi con un nuovo, diverso presente… e quindi migliorarsi, neutralizzando quel passato e quei rancori che pesavano sulle spalle… Poi c’è la possibilità di essere presenti, anche solo con un regalo virtuale, un commento, un saluto, nella quotidianità di persone care che fanno capolino sullo schermo, accorciando così le distanze imposte dai ritmi di vita diversi, dai diversi orari e impegni… far sentire che sei al loro fianco, pronta a sostenerle o a sorridere con loro… a vederli crescere, come nel caso degli ex-alunni, mostrando loro la tua quotidianità e la tua umanità anche fuori dagli schemi usuali…

    E ancora, c’è spazio per la condivisione: di interessi, di consigli, di… ricette Animoticon, all’insegna della gratuità e della disponibilità che può farsi, talvolta, attenzione autentica all’altro…

    Poi, come sempre, ci sono i “ma”: perché facebook può trasformarsi nel luogo dell’apparenza effimera, del “qui e ora” che schiaccia sul presente, che deve per forza colpire… poco rimane, su facebook, la maggior parte delle note si perde nel mare di applicazioni; poco è serio, su facebook, spesso trionfa il superficiale, prevale il disimpegno, si offre, nella perdita di tempo, un banchetto agli “uomini grigi”… molta è l’esibizione, la curiosità, su facebook, poco è l’interesse sincero… e, certo, usato con troppa superficialità è il concetto di amicizia…

    Come sempre è in gioco la libertà di ognuno: nessun mezzo è buono o cattivo in sé, tutti vanno usati con consapevolezza dei rischi e delle potenzialità, non perdendo mai se stessi…


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    Non dimenticherò mai...

    …il primo attesissimo e intenso sguardo che ci siamo scambiate, quando ti hanno appoggiata sul mio petto ancora calda del mio stesso calore;

    …il tuo coraggioso rifiuto del latte artificiale imposto dall’infermiera: anche se non mangiavi da due giorni hai preferito continuare a lottare con me… e ho capito che saremmo sempre state una squadra…

    …il tuo sonno accanto a me, nel letto: la prima volta fuori dalla pancia con i tuoi piedini che ancora cercavano il mio corpo…

    …il coraggio di mamma che ho scoperto in me nell’affrontare con determinazione medici e operatori per il tuo bene…

    …la nostra comunicazione silenziosa, al di là di gesti e parole…

    …E ognuno di questi giorni: faticosi, intensi e unici…

     Ti Amo, piccola mia!


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    E' Letizia!

    8 dicembre 2008, h. 00.48: é nata Letizia!
    E il miracolo si rinnova ogni giorno...
    Auguri a tutti alla vigilia di un Natale speciale!

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    Diversità e fiducia


    Le diversità ci tengono in equilibrio, ci arricchiscono… Le diversità ci fanno sorridere e discutere… Le diversità ci allenano al compromesso e ci fanno decidere per il meglio… Le diversità, di fronte all’ignoto, ci fanno paura, ci rendono tesi e nervosi, ci fanno litigare… Le diversità sono nulla senza Amore… e Fede… fiducia in chi abbiamo scelto, nonostante e anche per le sue diversità, fiducia in Chi ci ha scelti, nonostante tutte le nostre debolezze.



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    Essere mamma


    Giorni fa stavo sistemando la libreria nella stanza della mia bimba: mobilitando consorte, genitori e suoceri ho fatto incetta di tutti i libri di fiabe della mia infanzia e di quella di mio marito, recuperati da scatole e librerie dove erano gelosamente custoditi, li ho spolverati, ordinati, disposti con cura sugli scaffali… Ho sempre amato le fiabe e tengo particolarmente a condividere con la mia bambina questa eredità di ricordi, fantasia e -perché no?- saggezza antica… Ad un tratto l’ho immaginata, quattordicenne: “Mamma, mi hai riempito di questa roba tutta la libreria, dove li metto i miei libri?”…

    E ho capito.

    Ho capito quanto fanno male le parole pronunciate con leggerezza dai figli, le parole che anch’io ho pronunciato, a volte, non immaginandone neppure lontanamente l’effetto.

    Ora l’ho sentito nel profondo del cuore.

    Ho capito la frase della mia mamma: “Un giorno capirai…”. Quel giorno è arrivato.

    E ho telefonato… alla mia mamma… per chiederle scusa Sorriso… 


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    Blog gemello

    Inauguro l’esperimento… I miei (venti)cinque lettori trovano spesso difficoltoso lasciare commenti su msn, a causa di registrazione/accesso obbligatorio… D’altra parte questo è l’indirizzo noto, da qualcuno inserito tra i link e, me sentimentale, ci sono affezionata, per come è  e per come è  nato… Così ho deciso per un “blog gemello”, su splinder: lo trovate qui. Li aggiornerò contemporaneamente, per ora… poi, si vedrà Animoticon!


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    Il Male e il dubbio...

     

    Sono rimasta anch’io senza parole… In questi giorni ho meditato nel mio cuore, ho pregato, ho letto… Ho iniziato un libro di Paulo Coelho, uno dei miei scrittori preferiti… Ho trovato delle risposte che desidero qui condividere.

     

    Talvolta il Male assume le sembianze di un emissario del Bene, ma la sua intenzione recondita resta quella di provocare un’enorme distruzione”… E’ la conclusione di un racconto in cui Muawiya, primo califfo della stirpe degli Omayyadi, riceve la visita di Lucifero; il diavolo gli ricorda di ottemperare al dovere della preghiera e, di fronte alla perplessità dell’uomo, cerca invano di convincerlo, per un pomeriggio e una notte interi, di essere una creatura del bene, di agire a fin di bene in nome della propria natura in origine angelica… Le argomentazioni sono brillanti ma non scalfiscono la coscienza di chi sa… Alla fine Lucifero cede: “Va bene, hai ragione tu. Ieri pomeriggio, quando sono venuto a svegliarti per non farti perdere la preghiera, non avevo certo l'intenzione di avvicinarti alla Luce Divina. Sapevo perfettamente che, se tu avessi trasgredito quel tuo dovere, saresti stato assalito da una tristezza profonda e, nei giorni successivi, avresti pregato con il doppio della fede, invocando il perdono per aver dimenticato di onorare il sacro precetto. Agli occhi di Dio, ciascuna di quelle preghiere recitate con amore e pentimento vale come duecento orazioni mormorate in maniera automatica e ordinaria. Alla fine, saresti stato più puro e più ispirato, Dio ti avrebbe amato di più e io sarei stato ancora più lontano dalla tua anima.”.

     

    Ho sentito parlare di libertà, di autodeterminazione, di amore, a proposito della vicenda di Eluana Englaro… Non giudico chi soffre e senza dubbio agisce pensando di fare il meglio; educo il mio cuore alla compassione, nel suo senso più vero di “condivisione di sofferenza”… Ma alla mia coscienza la morte indotta non può essere spacciata per un Bene; come dice Muawiya: "Mi è impossibile credere a ciò che dici. Tu sei responsabile della distruzione di molte persone sulla faccia della terra."

     

    Il dubbio… “In dubio pro reo  è uno dei fondamenti del diritto umano: se sussiste anche un vago sospetto di innocenza non si procede a una condanna… Quanti dubbi sussistono sulla condizione di Eluana? Quanti sulla volontà effettiva, attuale, di una ragazza che – se una volta si è pronunciata- lo ha fatto su una condizione che non conosceva, come non la conosce nessuno di noi, e che è naturale che nessuno si auguri mai?

    Anche in questo caso mi soccorre Coelho, con questa preghiera:

     

    Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,

     

    Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l'altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinché ciò sia possibile,

     

    Signore, proteggi le nostre azioni, perché l'Azione è una maniera di pregare. Fa’ che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi. Che possiamo, attraverso il lavoro e l'azione, condividere un po' dell'amore che riceviamo. E affinché ciò sia possibile,

     

    Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa’ che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza. E affinché ciò sia possibile,

     

     Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l'Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purché ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinché ciò sia possibile,

     

    Signore, proteggici, perché la Vita è l'unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi continuiamo a tramutare il grano in pane.

     

    E questo è possibile solo se avremo Amore - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.
    Amen.

     

     
     
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    Costruire insieme

     

    Con grande gioia annuncio che la stanza computer-musica-studio    è ufficialmente (e completamente) arredata !

    Lunedì mattina –provvidenzialmente nell’unica pausa-pioggia offerta dal cielo  - sono finalmente arrivati i nostri pacchi: in dieci minuti abbiamo avuto l’ingresso invaso, senza vie d’uscita praticabili . Il maritino si è messo subito all’opera: con martello, trapano e cacciavite si è trasformato in un mago della falegnameria  ; ha lavorato senza pause – all’infuori del pranzo – per tutto il giorno mentre io e la piccola cercavamo di renderci utili come potevamo: standogli alla larga il più possibile, evitando (quasi sempre con successo) i consigli non richiesti   e, soprattutto provvedendo al vettovagliamento del nostro eroe: pasta al sughetto di melanzane, bistecca e zucchine grigliate!

    Martedì è stato il nostro turno: mentre il paparino riposava esausto sul divano , noi (Letizia dava il tempo con i calcetti   ) abbiamo montato   i ripiani di tutte le librerie e dei porta cd (per inciso il signor IKEA ha perso un po’ di punti nella nostra stima  quando abbiamo scoperto che su ognuno dei 16 ripiani in vetro era attaccata l’etichetta adesiva!), lavato i mobili, pulito il pavimento; compito nostro è stato anche quello dello “smaltimento scatoloni”, ordinatamente accumulati sul balcone che si è per l’occasione trasformato in una succursale dell’“isola ecologica” della nostra città.…

    In serata, gran finale tutti insieme : rimontaggio del PC  e sistemazione dei primi oggetti negli scaffali… non riuscivamo a fermarci, era così bello vedere il nostro progetto prendere forma!

    A fine giornata eravamo stanchi ma felici  ; per dirla con l’uomo della mia vita: “E’ stata una faticaccia, ma ne valeva la pena!”… Lo studio è bellissimo, soprattutto perché l’abbiamo progettato e costruito insieme, perché l’abbiamo fatto nell’attesa della nostra bimba  , per rendere la casa più accogliente e pronta a riceverla… Dopo le foto di rito (e la cena, ovviamente) il maritino è andato a lavorare –turno di notte- e io sono rimasta a contemplare e a godermi i nuovi spazi…

    Ho imparato. Ho imparato che la fiducia si costruisce giorno per giorno ed è fatta di piccoli gesti che pure richiedono impegno: accettare i propri limiti, lasciar fare, saper affidare all’altro un compito che ci sta a cuore, accettare che lo svolga con metodi diversi dai nostri… ho imparato che lavorare con amore non è sacrificio ma offerta e crescita e potenziamento reciproco… ho imparato, una volta di più, che è bellissimo costruire insieme… anche quando si tratta di mobili IKEA!

     

    Pediatra e mamma

     

    Ogni venerdì pomeriggio ho l’appuntamento con le lezioni del corso pre-parto organizzato in Ospedale… E’ una bella esperienza: è bello ritrovarsi tra future mamme con le stesse speranze e paure, con le stesse emozioni “un po’ sopra le righe” e con pance… tutte diverse (finché non si ha il pancione non ci si rende conto che non ce n’è uno uguale all’altro… come i bimbi, del resto)! Nascono nuove amicizie, si rinnovano emozioni: ieri è venuta a parlarci la pediatra, la MIA pediatra, quella che mi ha “accolto” in questo mondo e che, quando le ho detto il mio nome, mi ha baciata… ancora si ricordava di me! Una donna straordinaria, medico e mamma di quattro figli, ci ha saputo parlare di malattie terribili e di aneddoti divertenti con la sensibilità che solo esperienza e gran cuore insieme sanno produrre.. e, alla fine della lezione, ci ha fatto un dono: “la preghiera della mamma in attesa”; ce l’ha letta con naturalezza e ne ha consegnata una copia ad ognuna… e le ho voluto bene, una volta di più, per il suo dono e per il coraggio della sua testimonianza:

     

    Signore, dal giorno in cui ho avvertito in me la presenza di una nuova vita, sento un rinnovato amore per te e per la tua opera creatrice.

     

    La certezza che tu vegli sul mio bambino, con la tua squisita bontà e con il tuo infinito potere di soccorso, mi rende tranquilla nell’attesa. Ti affido il suo sviluppo, la sua intelligenza, la sua indole, la sua nascita, il suo primo avvio alla vita.

     

    Tu che conosci a fondo, fin d’ora, la mia creatura, dammi la possibilità di conoscerla, io pure, profondamente, perché ne assapori la purezza e l’innocenza, viva con essa la sua graduale conquista del vero, la genuinità del comportamento, la chiarezza e la sincerità del linguaggio.

     

    Rendimi consapevole  dell'eccezionale ricchezza di questo periodo di attesa. Il mio bambino sia il prezioso ponte che mi collega più strettamente a te. Aiutami a vivere in raccolto e sereno affidamento alla tua provvidenza  questa esaltante avventura  che si svolge nel mio essere. Che i timori della gravidanza non sciupino questa mia volontà di abbandono alla tua operosa presenza.

     

    Signore, preparami nel frattempo ai grandi compiti della formazione. Predisponi in me tutto ciò che porterà il bambino all’accettazione del bello, al sapore del giusto, al senso vivo di te. Che la tua madre, Maria, mi doni, per questo impegno, la sua fede,il suo coraggio e il suo amore.

     

    Così sia.

     

    (di Giacomo Perico)

     

    Preghiera

     
    Paola mi ha preso per mano, quando io avevo sei anni e lei ne aveva otto… e siamo andate a scuola insieme; Paola mi ha regalato il suo vestito della Prima Comunione; Paola è stata mia compagna di giochi in cortile e poi mia animatrice; Paola ci aspettava paziente e sorridente, dopo aver salutato il suo fidanzato, conscia dei quattro occhi che l’avevano sorvegliata dietro il muretto, per scoprire com’era “essere grandi”; Paola è mia collega… Paola è mamma di tre splendidi bambini… Paola, oggi, ha perso la figlia più piccola, Maria, di neanche un anno… E io vorrei solo abbracciarla, come quando eravamo bambine… Che la Madonna e il vostro piccolo angelo vi diano la forza, amica cara, di superare questo dolore...
     
     

    Doni

     
    In questi giorni mi sento ricca… e felice… tante persone –dalla vicina di casa all’amica-  fanno capolino alla mia porta con vestitini, lenzuolini, giochi che i loro bimbi non usano più… “Se non ti offendi…”. Offendermi? Sono onorata e grata. Perché in questa condivisione mi sento amata, perché questa generosità è il dono più prezioso per la mia bambina, perché le nostre storie si intrecciano ed è bellissimo cogliere la trama di questi incontri anche nello scambio, nel dono gratuito di piccole e grandi “cose” con una loro storia d’amore già da raccontare… Grazie di cuore…
     

    Lentamente...

     

    Ho visto un bambino attaccato al seno della mamma. E una coppia di anziani camminare pian piano, sostenendosi a vicenda. Percorro a piedi i kilometri che mi separano da scuola a casa, col ritmo concessomi dal pancione… Osservo la bellezza delle foglie sul viale, le varie sfumature di ognuna, i ragazzi all’uscita della scuola… e mi accorgo, una volta di più, che uno dei segreti per la felicità… è saper rallentare.

     

    Pioggia sotto le stelle

     

    Oggi giorno di pioggia, forse il primo di vero autunno: nuvole basse, umidità, gocce dal cielo sempre più insistenti, grosse, scroscianti... il fondo dei pantaloni bagnato… bisognerebbe sempre avere un ombrello nuovo, nascosto nel ripostiglio, per apprezzare giornate così; io ce l’avevo (grazie mamma! Animoticon) e ho passeggiato sotto la pioggia e un cielo trapunto di stelle Sorriso

     

    E Dio disse IKEA! E IKEA fu. E vide che era cosa MOLTO buona. Della serie: tutto quello che la Bibbia non dice...

     

    Dopo aver creato le utenze – luce , gas, acqua e telefono - Dio disse IKEA! E IKEA fu. E vide che era cosa MOLTO buona.

    A quel punto il Signore Dio pensò che tutto quel “ben di Dio”, appunto, doveva pur goderlo qualcuno, e creò l’uomo  , a sua immagine e somiglianza perché continuasse il lavoro di creazione…

    Ora le mie lettrici penseranno che lì fu il primo errore, ché se avesse creato prima la donna tanti guai non sarebbero successi… ma riflettete: chi avrebbe poi montato tutti i mobili imprecando, inseguito da noi che cerchiamo di renderci utili con scopa e paletta e, ovviamente, intralciamo il tutto? Dio, che tutto sa, sapeva anche questo –una donna non si sarebbe mai divertita, da sola, all’IKEA- e dunque creò prima l’uomo.

    Dio, dicevamo, vide che era cosa buona e lo chiamò… Ingvar Kamprad. Il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di mobiletto, li condusse all'uomo e gli disse: divertiti a montarli , poi vedi come chiamarli: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno dei mobili e degli accessori quello doveva essere il suo nome. Così Ingvar montò e impose nomi a tutto .

    Qui seguì il primo momento di imbarazzo tra l’uomo e il suo Creatore poiché Ingvar si era inventato nomi proprio impronunciabili: il divano Karlstadt, la libreria Leksvik, la vetrina Bjursta… insomma solo le mitiche Billy si salvavano (per l’occasione anche Dio ne prenotò un congruo numero per la sua biblioteca, chè, si sa, in nessuna casa può mancare una Billy)… il Signore Dio aveva programmato di aspettare un po’ per la torre di Babele quindi chiamò in causa il suo vice, lo Spirito, per risolvere l’empasse. Lo Spirito Gli fece notare  che se Uno chiama un uomo Ingvar poi non si può lamentare, Dio convenne e, dopo molto discutere   , decisero di riprovare da capo.

    Fu a quel punto che Dio creò Adamo  .  

    Il resto della storia è noto: da una costola di Adamo Dio creò Eva (ché ormai quella storia di smontare e rimontare gli piaceva proprio). Eva fece subito amicizia con Ingvar , Adamo non lo poteva soffrire dacché non perdeva occasione di rinfacciargli il suo primato … quest’antipatia spiega perché tutt’ora “il seme d’Adamo” odi visceralmente l’IKEA

    Poi Adamo ed Eva combinarono il noto pasticciaccio e nel paradiso terrestre rimase solo Ingvar. Ingvar allora chiese a Dio di seguire i suoi fratelli sulla terra  , per alleviare le loro pene di esiliati.

    Il Signore Dio vide che era cosa buona (anche perché, senza l’IKEA, come avrebbe potuto Noè costruire l’arca?) e inviò Ingvar sulla terra; poiché egli non aveva peccato gli consentì di portare con sé un pezzetto di Eden da seminare per il mondo -l’IKEA, appunto- ma gli raccomandò che i mobili li vendesse sempre smontati   … chè Adamo doveva pur scontare le sue colpe , ecchecavolo.

    Ingvar rimase sempre il preferito di Dio … per questo, quando il Signore decise di scendere tra noi… nacque falegname.

     

    Defraudati...

     

    In questo periodo scrivo spesso di scuola… forse perché tra una settimana circa dovrò stare a casa e già il lavoro mi manca… certo perché l’esperienza sul sostegno mi sta fornendo tanti nuovi stimoli e spunti… Complice una bravissima collega, sto amando la chimica; mi piace un sacco: imparo le formule, mi cimento in discussioni con le alunne (oggi a proposito della tecnica di separazione di un composto applicata facendo il caffè con la moka), risolvo i problemi (non al posto della mia “farfalla”, però, sia chiaro Animoticon!), finalmente so chiaramente a cosa si riferisce la percentuale annotata sulle bottiglie di tutti gli alcolici e, ai fornelli, mi diverto pensando a composti, soluzioni e miscele… Perché solo ora? Perché quasi per caso?

    Perché, a suo tempo, sono stata defraudata. Non ho mai fatto chimica perché avevo un insegnante che preferiva conversare del più e del meno o portarci a fare giochi di ruolo al PC… Per carità, forse è proprio grazie a lui che ho preso dimestichezza col computer, nulla accade per caso… però.

    Però sono stata derubata di un sapere, di una passione, di una via per cogliere la bellezza che mi circonda.

    Non lasciatevi derubare, non lasciate che i vostri figli vengano defraudati: non sono gli insegnanti severi ma appassionati i vostri nemici, sono quelli che non fanno il loro lavoro, quelli che non denunciate perché rendono la vita facile, danno voti alti, alleggeriscono un cammino faticoso.

     

    Inutile?

     

    Non l’avrei mai creduto. Eppure è successo anche a me… Ho pensato che fosse inutile. Cesare. E pure l’Ariosto.

    Capita di mettersi in discussione quando ci si scontra con la difficoltà di un altro nel camminare eretto, nel soffiarsi il naso, nel lavarsi le mani… Ti senti impotente, con Cesare e Ariosto, e sei portato a riconsiderare le priorità… Eppure, improvvisamente, lì dove non eri riuscita tu con raccomandazioni e inviti, riesce il prode Orlando, disperato per Angelica:

     

    Caduto gli era sopra il petto il mento,
    la fronte priva di baldanza e bassa

     

    “Vedi? Non è il caso di tenere la testa bassa, di stare sempre tutti ingobbiti, se no si assomiglia ad Orlando sofferente, mentre noi vogliamo essere paladini coraggiosi, no?”

    E, per la prima volta, non mi arriva la solita risposta  - “non starò mai più dritto”- ma un nuovo atteggiamento, una nuova postura.

    E ho rammentato, con rinnovata gratitudine, l’insegnamento di un mio tutor alla scuola di specializzazione: “noi siamo insegnanti di italiano e dobbiamo insegnare italiano; non dobbiamo snaturare la nostra materia usandola come strumento per fare politica o per renderci simpatici; non serve a farli crescere e imparare far ascoltare canzonette o far leggere Moccia… La sfida è far loro capire come negli autori della nostra letteratura, in tutto ciò che studiano, possono trovare nuovi interrogativi e risposte alle loro domande, ai loro bisogni”.

     

    La casa (ri)prende forma

     

    Grandi pulizie d’autunno, aspettando Letizia , per quello che il pancione consente di fare; la mente va a mille   , tutto il resto la segue un po’ a rilento ! Approfitto dei pomeriggi di lavoro del maritino per rimettere un po’ d’ordine ; procedo confusamente, lo so (balcone, cucina, pavimenti, bagni: in ordine sparso dal giardinaggio allo spolverino   ), ma lo faccio con pause ed è l’unico modo per non farmi spaventare dall’impresa… e per non cedere al desiderio di mettermi ai fornelli a confezionare torte! Ogni giorno un’aggiunta nella cameretta, anche solo uno sguardo sognante... Insieme, poi, riorganizziamo gli spazi, colonizzati all’inizio in maniera un po’ selvaggia: nel week-end il maritino ha montato le mensole del ripostiglio e l’armadio del balcone… i lavori di falegnameria hanno uno strano effetto sugli uomini … mi sono trovata a riflettere  sul fatto che la storia abbia eternato –in forme molto diverse, s’intende- le uniche due donne in grado di sopportare un falegname: la Madonna e… la fata turchina! Ed è solo l’inizio: trepidiamo nell’attesa dei mobili IKEA!

    Il segreto per affrontare tutto questo? Sempre lo stesso: insieme  , offrire

     
     

    Tra le pieghe del tempo...

     

    E’ dove mi sono trovata poco fa, credo: imbrunire, supermercato deserto, silenzio…

     

    Accendino

     

    Un antidoto al disfattismo alimentato dai media, un sollievo all’amarezza che coglie anche i più appassionati, una bella iniziativa di informazione controcorrente - al di là e prima di ogni riforma le persone - per dimostrare che la scuola non è solo bullismo, polemica, ignoranza: un accendino. Desidero aderire di fatto e nello spirito, raccontando la scuola che amo. E voi?