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La lezione del mare - 3Cena sugli scogli, è ora di salutare quella distesa d’acqua che ci ha accolti e abbracciati e che ancora ci culla, con lo sciabordio delle onde… ne arriva una, tremo, sembra forte, finiremo completamente bagnati? E invece no. Gli scogli assorbono l’urto, usano la forza dell’onda per risolverla in un mulinello. Calma. Non conta la forza del tuo avversario, se sai usarla a tuo vantaggio. Non conta la forza delle avversità, se la tua casa è costruita sulla roccia. Il terzo dono del mare. ![]() La lezione del mare - 2
Conversazione tra mamme; ne colgo uno stralcio, passeggiando con la dolce metà sul lungomare: “Arrivo a sera distrutta: alle 11.00 devo portare il primo figlio in piscina, alle 15.00 il secondo a tennis…”. Penso che la signora sia casalinga. E condivido con il marito una riflessione: spesso si fanno confronti tra mestieri… ma l’oggettività non conta, conta come vivi il tuo lavoro. Quello della casalinga può essere il lavoro più duro, se così è vissuto, se ogni cosa diventa un problema, un ostacolo… così come qualsiasi altro mestiere può essere il più leggero, se ti realizza, se lo vivi con impegno e passione… Morale? Scegliete sempre di assecondare le vostre passioni, vivete ogni esperienza con passione. Il secondo dono del mare.
La lezione del mare - 1Due giorni rubati, tra turni, esami e moduli da compilare, due giorni al mare, per riappropriarci di noi… e basta saper ascoltare, per imparare…Conversazione tra bimbe. Una corre nell’acqua, si tuffa… l’altra esita: “Come fai a tuffarti subito?” – chiede. “E’ la regola dell’allegria! Quando sono al mare mi sento allegra, così riesco a fare tutto!”.
La regola dell’allegria, il primo dono del mare.
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Ritrovarsi...
E’ finita la scuola, quella più vera, quella con i ragazzi… E, dopo le corse, le carte, i numeri, ricomincio a riappropriarmi del tempo.. ricomincio con un libro, un libro anonimo, di quelli per passare il tempo senza troppe complicazioni/interferenze PROFessionali, Il Codice Del Quattro; ricomincio con un CD, Per brevità chiamato artista, di Francesco De Gregori… Non anonimo e ricco di quelle interferenze con la vita di ognuno in cui ritrovarsi, raccontarsi; ritrovare gli snodi e la quotidianità: la quotidianità di dolori, speranze, lotte di Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra:
Ogni giorno c’è un pezzo di strada da macinare
Ritrovare gli snodi e le scelte, quelle che hanno fatto di te quello che sei:
Ci sono posti dove sono stato certe stanche stanze...
La scelta: insegnare… insegnare a vedere e apprezzare la vita in tutti i suoi colori, nelle sfumature più sottili, nei contrasti… far sviluppare senso critico e, con esso, uno sguardo attento alla vita che salvaguardi la capacità dei ragazzi di stupirsi e di interrogarsi al di là del cinismo di un mondo adulto che spesso censura la meraviglia; la capacità di costruire, su queste basi, esistenze che sappiano vivere e cercare e, al contempo, sottrarsi a quelle tristezze pericolose e maligne (…) che si portano tra la gente, per soverchiarle col rumore; come malattie, che, se vengono trattate superficialmente e in maniera sconsiderata, fanno solo un passo indietro e dopo una breve pausa erompono tanto più paurosamente; e si raccolgono nell’intimo e sono vita, sono vita non vissuta, avvilita, perduta, di cui si può morire (Lettere ad un giovane poeta di R.M.RILKE).
Continuiamo a provarci… Godendo anche delle pause, cullati da questa musica che spazia dal classico al country, dal rock alle antiche nenie popolari… mai banale, come la vita.
Vita in vasoQuest’anno, il primo di matrimonio, finalmente ho potuto realizzare un mio piccolo sogno: l’orto sul balcone. Sin da quando ero piccola ho immaginato di coltivare da me insalata, pomodori, zucchine, fragole… anche in vaso, perché no? Così, questa primavera, complice un adorabile, collaborativo marito, ho fatto incetta di vasi, terra, semi e piantine e mi sono messa al lavoro!
Oggi il balcone è un tripudio di verde… e non solo! I primi frutti fanno capolino tra le foglie!
Osservandoli mi sono trovata a pensare che, in fondo, quel balcone rappresenta una metafora della vita; di alcune esperienze abbiamo già assaporato i frutti: le fragole rosse e succose della primavera; altre ci accompagnano quotidianamente, come basilico, rosmarino, menta… talvolta per questo sono trascurate, nonostante sia loro il sapore e il profumo della quotidianità; poi ci sono i frutti attesi della vita, vegliati ogni giorno con ansia crescente: i pomodorini che, ancora verdi, occhieggiano sui rami… Le sorprese: chi si aspettava che i fiori di cetriolo fossero così profumati? E, già, anche le delusioni: i miei poveri peperoni attaccati dagli afidi L… delusioni, contro cui, tuttavia, lotti fino alla fine!
Infine c’è la bellezza della vita, quella senza un fine altro, in sé perfetta e che dà un senso a tutto: l’Amore… la prima rosa rossa…
![]() I vantaggi della pioggia...Dopo un mese (o forse più) di pioggia pressoché ininterrotta, occorre ricordarli per iscritto, visto che far mente locale ogni mattina diventa sempre più difficile (sigh, sob, grunt)… Così, da una fedelissima al gioco della felicità di Pollyanna, ecco qui i vantaggi della pioggia:
1. Posso correggere le ultime verifiche, lavorare a medie, programmi, relazioni finali senza troppi rimpianti (e alternative);
2. allo stesso modo (spero) gli “studenti dell’ultimo minuto” non saranno distratti nella loro volata finale al recupero e i maturandi potranno prepararsi senza distrazioni per l’Esame di Stato (ci siamo capiti??!);
3. posso ancora concedermi senza boccheggiare un piatto di pasta e lenticchie (de gustibus…);
4. posso ancora non boccheggiare (e dite poco? Al primo timido raggio di sole si palesa l’inconfondibile afa padana e sembra di trovarsi nel pieno della foresta pluviale!);
5. le zanzare non hanno ancora fatto significativa comparsa!!!!
6. non devo innaffiare tutte le sere le piante sul balcone (un contributo ai lavori domestici!);
7. e infine… il profumo dei fiori è intenso come non mai sotto la pioggia… l’avete mai notato?
"Le cose che piacciono a me"
…Prati verdi, cieli pieni di stelle,
Pupanna mi ha invitato a scrivere le sei cose che preferisco fare… e a me è venuta in mente questa canzone, tratta dalla versione italiana del film “Tutti insieme appassionatamente”… Ecco… Amo riscoprire ogni giorno la bellezza nelle piccole cose che mi circondano: sapori, odori, frammenti di realtà che ricordano come sia preziosa e unica la vita; amo trascorrere il tempo con le persone a me care: ridere, scherzare, passeggiare, parlare di tutto, fare progetti; amo il mio lavoro, insegnare; amo cantare, soprattutto in coro, e suonare; amo leggere e scrivere; amo cucinare; amo andare in bicicletta; amo conoscere, imparare, scoprire, capire; amo entusiasmarmi, in tutto quello che faccio, amo Amare… Sono andata un po’ oltre… ma anche questo parla di me, no?
Gubbio
Ponte del primo maggio, qualche giorno lontani da tutto, nuovi orizzonti per riappropriarsi del tempo… di questa pausa mi resteranno il profumo di miele della nostra casetta, quello del bosco e delle passeggiate sotto le frasche, aroma di brace e carne alla griglia, tartufo, ambrosia, notte in montagna… Il verde del grano sulle pendici dei colli, l’oro già estivo delle pianure, il rosso acceso dei papaveri nei campi, quello caldo e antico di tetti e palazzi… Le passeggiate tra storia e natura, le marmellate di pere e di prugne, la triplice corsa intorno alla fontana, la patente di “matti di Gubbio”, i ceri, le grida festose e il silenzio rapito, le strade di Assisi, la commozione e la preghiera… Le strade umbre piene di buchi, le file interminabili in autostrada, le risate ad ogni ora, le nostre lotte con i millepiedi, le foto, tantissime, per catturare ogni scorcio e momento, i progetti reali e immaginari, l’agnello alla scottadito e la grigliata più buona mai mangiata, le crespelle con ricotta e ortica, l’accoglienza cordiale e i volti sereni di gente in vacanza... E un Amore sempre più grande.
Primavera
Non ci si può sentire esclusi dalla bellezza del creato, in primavera… anche tra l’asfalto, nelle crepe in cui la città si ritira di pochi millimetri, ecco che la natura prorompe: distese di margherite, foglie appena nate che brillano di verde, incuranti dello smog, merli che, sulla sommità di camini e antenne, gorgheggiano il canto d’amore al nuovo giorno o alla sera che avanza… E la pioggia, anche la pioggia, ha un nuovo profumo, di terra e d’estate, di risveglio, di fiori, un nuovo ritmo, irregolare, impetuoso o sottile ma non più monotono e grigio come quello invernale… La terra si risveglia, la campagna si allaga per ricevere il riflesso del cielo… E appaiono le rondini, frecce in danza all’orizzonte…
ResurrezioneTutto è salvo niente è perduto tutto è redento. Noi, con le nostre debolezze, con i dubbi, le mancanze, con la nostra umanità nella nostra umanità resi eterni, sacri da un Amore Incondizionato
Oltre il confineQualche giorno fa la prima “passeggiata di primavera” in bicicletta, in dolce, dolcissima compagnia…
Insieme, sui pedali, abbiamo varcato il confine invisibile oltre il quale la città diventa campagna… Ad unire i due mondi, quel nastro di asfalto sempre più stretto sotto le nostre ruote:
E’ stato bellissimo, tra cascine, fossi, la promessa d’estate di campi arati di fresco e di un cielo traboccante di luce e d’azzurro, raggiungere un paesino a 11km di distanza, uno di quei luoghi in cui il tempo non ha smesso di scorrere ma procede amico, armonico, col ritmo lento delle stagioni… ci siamo diretti al circolo, l’unico bar del posto -facce anziane segnate dal sole e dalla terra come i campi intorno- sorridendo nel rivedere le stesse biciclette di un anno fa parcheggiate all’esterno: bici d’altri tempi e immortali grazielle; in un rito noto e complice abbiamo comprato due lattine e siamo usciti a passeggiare, armati di cannuccia, per le vie del paese, immaginando una vita alternativa, passando in rassegna in pochi minuti anni, mesi e stagioni… Anche i discorsi appartengono a quei posti… Poi siamo rimontati in sella, le gambe più pesanti sulla via del ritorno, il cuore rigenerato e felice, desideroso di catturare ogni scorcio di quel mondo -così vicino, così diverso-oltre il confine … Nella casa del Padre“Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo”
Ne avevo conosciuto la storia e il carisma solo qualche settimana fa, attratta dalla bellezza delle sue parole… Oggi è morta Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, e il mondo è un po’ più triste… È stato bello sapere di lei quando ancora era qui, testimonianza tangibile di santità per chi troppo spesso è sordo all’Amore; ora è tornata alla casa del Padre ma le sue parole e le sue opere restano: eredità per tutti e nutrimento dell'anima.
ScoperteOggi, grazie a Fausto, ho scoperto questa bellissima canzone di Rosanne Cash... La musica commuove, il video fa capire quanto grande sia il dono della vita, quanto sia bello accettarne ogni giorno le sfide, lasciare eredità d'amore, far venire al mondo...
Non c'è peggior cieco...«Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». (da Gv 9,1-41)
Un incontro che cambia la vita, riempie l’anima…
Mi emoziona Pensare Sapere Credere
Un incontro, al di là di mille sofismi
Mi emoziona Amare.
Non servono domande fine a se stesse nella ricerca della verità, basta guardare…Le tre sfide (di Berlicche)Era una bella mattina, e il sentiero si snodava tra i pini. Il filosofo camminava, e mentre camminava pensava. Il sentiero portava all'antico ponte in pietra, che si diceva eretto dal diavolo. Superstizioni, ovviamente: come Dio non esisteva, anche il diavolo era una invenzione, pensò il filosofo. Però, per esserne proprio certo, avrebbe lanciato la sua terza sfida a Dio. Se Dio non era stato capace di rivelarsi, e neanche di trovargli un santo, forse con un dannato la cosa sarebbe riuscita. Ecco, quindi, la terza richiesta: Dio, se esisti, allora fammi vedere un dannato. Una di quelle creature infelici che ti sono distanti, ti disprezzano e che sono destinate all'inferno, rifiutando la tua salvezza. Magari la vista di uno di quei miserabili potrebbe convincermi della tua esistenza. Un dannato, su questo ponte: in modo che, vedendolo, possa credere in te."
W la bicicletta!Video eccezionale, trovato per caso in rete e che "racconta la bicicletta"... nella mia città!
Voce di poesiaScrivo poco di attualità. Mi sembra di assecondare una moda, un condizionamento occulto che farebbe perdere genuinità a questa mia finestra sul mondo; preferisco che lo sguardo sia “mio”, una realtà di scorcio, talvolta quotidiana, sempre meditata, in cui il mondo e l’attualità si affacciano, sempre, ma come discreti riflessi.
Faccio un’eccezione, forse non del tutto, riportando questa intervista alla poetessa Alda Merini: intensa voce di donna, voce di poesia... Non potrei trovare parole più belle.
DI LUCIA BELLASPIGA Ritorno sui pedali
Dopo cinque giorni a Parigi il rientro a scuola… E mi scopro emozionata nel sollevare il portellone del garage per ritrovare la mia bici, lì, in fiduciosa attesa: rimontare in sella, riprendere la corsa contro il tempo, lacrime agli occhi per il freddo ma sorriso sotto la sciarpa mentre mi intrufolo tra macchine in coda e volti tirati, incorniciati dai finestrini...
La bicicletta provoca quello stesso cambiamento di stato, che non si può cogliere se si resta con i piedi inchiodati a terra. Il ciclismo è nuotare nello spazio.
Didier Tronchet Piccolo trattato di ciclosofia
Oggi pulizieFare le pulizie è davvero un duro lavoro, lo “sporco lavoro” per eccellenza… Perché, checché se ne dica, le pulizie non le puoi programmare. La mattina spazzi i pavimenti e la sera stessa sembra che ti abbiano scotennato in casa la fata turchina… Lo so, l’espressione è truce ma, come ho detto, fare le pulizie è uno sporco lavoro… La sera la casa ti pare ordinata, il giorno dopo la legge dell’entropia si mostra in tutta la sua terribile evidenza e non sai da che parte iniziare. Il fatto è che non esistono “grandi pulizie” e “pulizie ordinarie”, queste ultime sono palliativi perché o pulisci tutto o il kipple prolifera. Eppure un rimedio alla disperazione c’è: offrire. Se lotti contro l’entropia sei destinato a perdere, se quello che fai è un dono per chi ami, tutto diventa più bello; se sei da solo soccombi, se hai vicino chi ti sostiene, anche solo con un sorriso, hai già vinto.
Ogni vita...Ho ricevuto una mail che mi ha toccato il cuore. Conteneva una poesia, non scritta da una ragazza malata di cancro (vd.), come diceva la catena, ma dallo psicologo dell’infanzia David Weatherford… In ogni caso quel messaggio, questo messaggio che qui trascrivo, mi ha riempito di commozione; non importa quanto duri una vita perché sia significativa, può durare pochi secondi o molti anni, è eterna se si apre all’amore, se è accolta con amore e con il senso, unico, che ognuna racchiude… Grazie a chi ha scritto questa poesia… Finché saremo capaci di tanto, l’umanità avrà speranza.
DANZA LENTA
Hai mai guardato i bambini in un girotondo? O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra? O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? O osservato il sole allo svanire della notte? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce. Il tempo è breve. La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo? Quando dici "Come stai?" ascolti la risposta? Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio, "lo faremo domani?" senza notare nella fretta, il suo dispiacere? Mai perso il contatto, con una buona amicizia che poi finita perché tu non avevi mai avuto tempo di chiamare e dire "Ciao"? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del piacere di andarci. Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, è come un regalo mai aperto . . . gettato via. La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica.
Crescere
Come ci si accorge di essere diventati adulti? La maturità, l’Università, la Laurea, i primi lavori, IL lavoro, il matrimonio: questa è la vita che si snoda, giorno per giorno, sotto i nostri occhi, nelle nostre mani scorre; giorni |